L'Unione Fa La Musica - L'archivio

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Di nuove sfide e decise ripartenze

di Raffaele Parravicini

Il valore vero di un rapporto indubbiamente lo si misura nella difficoltà come quando si è confrontati con delle prove.

Con profonda fierezza posso dire, nel qual caso scrivere, che attualmente il legame all'interno della bella e sempre più numerosa famiglia MUN è vero, ben presente e radicato. Quest'anno si è aperto con un periodo di transizione durante il quale è avvenuto l'avvicendamento alla bacchetta con la nomina del M° Filippo Bassi quale nuovo Direttore Artistico della nostra Musica Unione. Da questo periodo di transizione siamo sicuramente usciti rinvigoriti!

Grazie all'affiatamento e allo stretto legame che unisce tutti noi, siamo usciti da questa prima parte dell'anno pronti a raccogliere le prossime sfide con il nuovo Maestro al quale dò un grande e caloroso BENVENUTO a bordo, o meglio, alla BACCHETTA! Con lo sguardo rivolto al prossimo futuro non posso esimermi dal rivolgere un ringraziamento al M° Emanuele Maginzali per averci accompagnato nella nostra avventura durante questi ultimi 4 anni.

 

Al di là dei fiumi di parole che si potrebbero scrivere in queste occasioni, personalmente trovo che il miglior Augurio di Benvenuto, che si possa rivolgere al nuovo Maestro, sia l'importante apporto di nuova linfa in banda. Negli ultimi anni grazie all'entrata di numerosi ragazzi abbiamo visto ringiovanirsi le nostre "collaudate" fila. L'entrata ufficiale in banda dei ragazzi, sarà un caso, coincide con il periodo - fine estate inizio autunno - della raccolta per antonomasia. Le nuove leve rappresentano, senza dubbio, i frutti di un lungo ed accurato lavoro svolto partendo dalla nostra Scuola Allievi e dalla Minibanda. Un grande grazie a chi ha sempre creduto nelle potenzialità della Scuola Allievi e della Minibanda sacrificando energie e tempo per assicurarne l'efficiente organizzazione.

È con questi presupposti, tutti molto promettenti per un futuro radioso, che con grande entusiasmo e profondo orgoglio ho il piacere di invitarvi al nostro prossimo Concerto di Gala che ci vedrà calcare per la prima volta un prestigioso palcoscenico: quello del Cinema Teatro di Chiasso. Con l'Augurio di potervi dare il Benvenuto nella nuova sala da concerto dove, stimato pubblico, avremo bisogno anche della vostra numerosa presenza per raccogliere al meglio la prima di tante nuove sfide. GRAZIE per il vostro importante sostegno e irrinunciabile vicinanza!

Evviva la Musica e ...VIVA la Musica Unione Novazzano

A tu per tu con il nuovo Direttore Artistico della MUN

la redazione con Filippo Bassi

Chi è Filippo Bassi e dove ha mosso i suoi primi passi musicali:

Sono nato ad Angera, sulle sponde del Verbano, il 17 marzo 1975, ma cresciuto a Varese. Lì, nel lontano 1986, mi sono avvicinato allo studio del clarinetto presso il Liceo Musicale, data la passione che fin da bambino ho sempre avuto per i suoni e la musica, ma senza sapere che sarebbe poi diventata la mia professione. Crescendo l’età, cresceva sempre più anche l’attaccamento al mio strumento, al punto da convincermi ad intraprendere gli studi professionali al Conservatorio di Novara dove mi sono diplomato in clarinetto nel 1996.

 

Il primo incontro con la musica bandistica:

Fin da ragazzino ho sempre avuto una particolare attrazione per il suonare in grandi organici…poco mi allettava l’idea di suonare in pubblico da solo…insomma la stoffa del grande solista non l’ho mai avuta! Ed è così che venni a sapere che vicino a dove vivevo c’era una banda, l’Edelweiss di Velate, 25 elementi che allora mi sembrarono tantissimi! Parlai con il maestro, chiedendo di essere ammesso, e iniziai già come primo clarinetto…mi sentivo realizzato!

Quello è stato il mio primo incontro con la musica bandistica…beh, molto diverso da quello che è oggi il mio ideale di banda e di musica per fiati, ma allora, a 16 anni, mi permise di incamminarmi su una strada che ancora oggi sto percorrendo con grandi soddisfazioni. Subito dopo il diploma, da suonatore diventai maestro direttore dell’Edelweiss e così nacque l’occasione di mettermi alla prova in un campo musicale al quale non avevo mai seriamente pensato prima e che oggi invece costituisce la mia più grande passione. 

 

Dall’Edelweiss alla MUN:

Dopo 16 anni da quella mia prima prova da maestro nell’Edelweiss, ecco che mi ritrovo ad essere il direttore artistico di una società come la MUN. Altro che 25 elementi! Fin dal mio primo contatto con questa società mi sono reso conto delle grandi potenzialità in essa racchiuse. Il mio percorso nella MUN è iniziato nel 2007 come istruttore e suonatore di clarinetto e questo mi ha permesso di integrarmi facilmente nel gruppo. Un gruppo molto diverso da quello che avevo trovato in altre società di musica del cantone, capace di farmi sentire subito uno di loro, un gruppo con la voglia di fare ottima musica ad alto livello ma anche capace di divertirsi (memorabile la trasferta a Martigny!!)… ed è questo l’aspetto che ancora oggi mi colpisce della MUN e che spero non venga mai a mancare!

 

Le sensazioni del presente e le idee per il futuro da direttore artistico della MUN:

Non posso nascondere la grandissima soddisfazione e l’entusiasmo che provo per il ruolo che mi è stato affidato. Ricordo molto bene la telefonata del nostro presidente Raffaele, un caldo sabato pomeriggio di giugno, in cui mi confermava di essere stato scelto come direttore artistico; non mi aspettavo una chiamata in quel momento, il concorso si era da poco concluso ed è stato per me un fulmine a ciel sereno, tanto inatteso quanto particolarmente piacevole! 

Ed eccomi qui a scrivere la presentazione al mio primo concerto di Gala da direttore. Tante sono le idee e le sensazioni che mi frullano in testa ma vorrei sottolineare un aspetto che ritengo essenziale per il ruolo che ora ricopro nella MUN. È forse difficile da spiegare, ma un maestro nel dirigere un brano non ha soltanto il dovere di realizzare e concretizzare il messaggio che il compositore ha voluto trasmettere creando il brano, ma ha anche l’occasione unica di poter esprimere le sensazioni che tale messaggio suscita in lui attraverso la propria idea di musica. Non è solo un esercizio necessario o uno studio finalizzato alla buona riuscita di un concerto: ogni prova dà emozioni, forse si è notato, e certa musica non può essere diretta senza esserne rapiti… è come se la musica venisse ricreata ogni volta che la si esegue con colori nuovi che nascono dall’esperienza e dall’impegno di tutti; direttore e musicisti nell’istante dell’esecuzione diventano una cosa sola, una sinergia potente e indispensabile per creare musica. La crescita musicale rappresenta uno dei più importanti obiettivi di un direttore artistico, ma non è sicuramente l’unico. Affiatamento, coinvolgimento dei giovani e giovanissimi, entusiasmo, appagamento dei musicisti sono sicuramente obiettivi non meno importanti all’interno di una società di musica. Questa è l’idea di banda che ho e che forse avevo già da bambino quando sognavo di dirigere una grande orchestra. E ora che la grande orchestra ce l’ho, non mi resta altro che ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di raggiungere questo grande traguardo. Grazie MUN!

Novazzano in Musica

la redazione

MUN, Musica Unione Novazzano: spesso, sulle pagine della nostra rivista, ci siamo dedicati al significato del nome del nostro sodalizio. Nel 2011, ad esempio, avevamo posto l’accento sull’Unione che la musica crea e sui legami che essa favorisce. Vogliamo ora invece soffermarci su quel Novazzano, che pare un po’ scontato, ma che ha l’importanza di dare alla nostra società un’appartenenza e un’identità, e che, soprattutto, indica un legame con il territorio. Legame, questo, che é presupposto fondamentale per potersi aprire allo scambio col resto del mondo: per poter viaggiare é necessario avere una “casa”, da cui partire e verso cui tornare. Ma, andando sul concreto, dove vediamo questo legame con Novazzano? Sicuramente negli appuntamenti fissi che la banda cerca di onorare con la propria musica. 

 

Si inizia presto, il 6 gennaio di ogni anno, con la Cerimonia di scambio di auguri tra municipio e popolazione: immancabili in quest’occasione il Salmo Svizzero e le sempre gradite “marcette” che si intercalano ai discorsi e alle premiazioni e che accompagnano l’aperitivo. Marce e Salmo Svizzero vengono poi riproposti ogni 1o agosto per la celebrazione del Natale della Patria, dove la MUN per l’occasione sfoggia una “divisa” patriottica con tanto di maglietta e cappellino rosso-crociati! Altri concerti di marce vengono poi tenuti tradizionalmente per la Sagra di San Bernardo a Brusata nel mese di agosto e per la Sagra paesana di fine estate ad inizio settembre. Oltre a questi appuntamenti fissi, la Musica Unione è sempre pronta a presenziare con il suo ricco repertorio di marce anche in occasioni speciali per il paese: quando Novazzano chiama, la Musica cerca di rispondere sempre “presente!”.

 

Accanto ai concerti di marce, la nostra filarmonica offre ogni anno alla popolazione di Novazzano almeno 2 concerti “da seduti”, con un programma più vario e intenso, spaziando e sperimentando diversi stili di musica bandistica. Tra questi, l’appuntamento più importante è senz’altro il Concerto di Gala per la popolazione, che si tiene tradizionalmente nel mese di dicembre (quest’anno il 15) e che vede la banda e il suo pubblico cimentarsi con brani musicali di spessore e sempre molto apprezzati. Durante questo concerto la MUN non disdegna di sperimentare nuovi “percorsi musicali”: basti pensare all’ultimo concerto di Gala 2011, dove la banda ha unito le forze con due cori operistici. Ogni anno poi la Musica Unione cerca di averla vinta sulla meteo proponendo il suo tradizionale Concerto di Primavera all’aperto in cui vengono sfruttati “palcoscenici” naturali del nostro paese. Quest’anno il concerto si è svolto addirittura in due tappe: la prima nella pittoresca frazione di Castel di Sotto, dove però, dopo due brani, la pioggia ha avuto la meglio… Si è scelto perciò di ripetere (e portare a termine!) il concerto la settimana successiva nella tradizionale cornice del cortile interno della Casa Comunale.

 

Altro appuntamento fisso a Novazzano è al 1o maggio, giornata che viene musicalmente allietata dal saggio dei nostri allievi con il concerto della Minibanda, che quest’anno, finito l’impegno al saggio, ha poi accompagnato con le sue note anche l’inaugurazione della Cappella Remale. Non sono da dimenticare anche gli appuntamenti religiosi: la banda accompagna sempre volentieri, con marce religiose e corali, le due processioni del Corpus Domini e della Madonna del Rosario e la funzione in cimitero per la Celebrazione di Ognissanti. Inoltre, un gruppo di musicanti che non temono il freddo tiene pronto ogni anno un fornito repertorio di musiche natalizie da eseguire il 24 dicembre in occasione del Presepe vivente messo in scena dai bambini di Novazzano.

Non solo musica, però, per la MUN! A volte i musicanti “appoggiano lo strumento” e si rimboccano le maniche per offrire alla comunità dei momenti di festa. È il caso della Sagra di San Bernardo a Brusata, dove Musica Unione e Rigatoni Dance Band uniscono le forze per dare vita a 5 giorni di festa. Tombola, cena, bibite e danze per una sempre apprezzatissima festa all’aperto nella pittoresca frazione di Brusata, in cui giovani e meno giovani di entrambe le formazioni lavorano alacremente nelle vesti di camerieri, cuochi, baristi, organizzatori, lavapiatti, pulitori… e tutto ciò che serve in ogni festa che si rispetti. Oltre a questo importante appuntamento, la MUN è anche presente a Novazzano con la castagnata per la Notte del racconto, organizzata dal Gruppo Genitori Novazzano-Genestrerio.

Questi quindi gli eventi che vedono la Musica Unione Novazzano protagonista nel proprio paese. Il legame con la “casa” è più che mai vivo e questo grazie al sempre partecipe pubblico, alla popolazione di Novazzano, alle società amiche e ovviamente alle Istituzioni del paese, che ogni anno rinnovano la loro fiducia nella banda. Con in tasca questa fiducia e il legame con il proprio paese, la MUN può così partire anche alla scoperta del “resto del mondo”, infatti, l’attività annuale della società varca i confini di Novazzano, sia con la musica che con altre attività, come si può vedere dagli altri articoli presenti nella rivista, nonché dal riassunto degli impegni dell’anno presente nelle ultime pagine.

 

Un grande grazie quindi a Novazzano e a tutte quelle persone che dedicano energie, tempo e beni alla Musica Unione Novazzano, facendola sentire a casa.

Aarau 2012: Novazzano rappresenta il Ticino

la redazione

Lo scorso 1 settembre la città di Aarau ha ospitato il giubileo per i 150 anni dell’Associazione Bandistica Svizzera. La Musica Unione di Novazzano ha avuto il grande onore di rappresentare la Federazione Bandistica Ticinese e più in generale le bande italofone a questo importante anniversario. La data scelta non era sicuramente ideale per una banda a sud delle alpi, dove a differenza degli amici confederati, il periodo delle vacanze estive non era ancora terminato. Per questo motivo per ovviare ad alcune assenze, si è potuto contare sul prezioso e apprezzato aiuto di alcuni musicanti provenienti da altre filarmoniche ticinesi.

Una giornata uggiosa e piovosa ha accolto le diverse formazioni di fiati provenienti da tutta la Svizzera. La Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo ha accolto un iniziale momento di raccoglimento e ringraziamento. La sfilata di tutte le bande è stata compromessa dalle avverse condizioni metereologiche. Infatti non tutti e a ragion veduta, non se la sono sentita di mettere a repentaglio il proprio strumento musicale sotto gli insistenti scrosci di pioggia. La nostra Musica Unione ha preferito recarsi in torpedone al palazzetto dello sport dove sarebbero proseguiti i festeggiamenti. Tutti i presenti sono stati accolti dalle briose note della brass band dell’armata svizzera, che ha eseguito con grande maestria diversi pezzi, tra i quali il brano di Pepe Lienhard, presente alla manifestazione, composto in occasione del giubileo. Dopo il banchetto ufficiale, diverse personalità hanno preso la parola, in particolare il presidente della direzione dell’ABS Valentin Bischof e il consigliere federale Alain Berset, capo del dipartimento degli interni, al quale fa capo anche la cultura. Al termine dell’intervento del consigliere federale, la Musica Unione Novazzano ha eseguito “Geburtags marsch” di Giovan Battista Mantegazzi, che in pratica ha concluso la giornata giubilare.

I festeggiamenti sono stati rovinati parzialmente rovinati dal tempo inclemente. Il pubblico presente non ha potuto apprezzare in pieno la sfilata, ma in generale penso che i 150 anni di una federazione nazionale avrebbero meritato di meglio. La direzione dell’ABS avrebbe voluto ben altro, ma difficoltà finanziarie e organizzative e anche una certa indifferenza del mondo bandistico, hanno imposto una riduzione del tutto a un'unica giornata commemorativa. Vorrei citare due esempi: inizialmente la giornata ufficiale avrebbe dovuto svolgersi a Berna, la capitale federale, ma insormontabili difficoltà burocratiche e organizzative hanno fatto spostare la manifestazione ad Aarau;  un libro ufficiale avrebbe dovuto degnamente celebrare i 150 anni, ma una scarsissima adesione da parte dei musicanti  svizzeri ha imposto la dolorosa rinuncia della sua pubblicazione. Segnali di una certa disaffezione nazionale?

 

Di seguito la cronaca della giornata.

 

Ore 6.00: il piazzale delle Scuole elementari di Novazzano si anima silenziosamente, vuoi perchè sta piovendo, vuoi perchè la maggior parte dei partecipanti ancora non è pronto, vista l’ora, a socializzare con altri esemplari della stessa specie. Carichiamo in fretta gli strumenti nel bagagliaio del pullman e ci accomodiamo…secondo un’antica tradizione: i “vecchi” davanti e i giovani nella parte posteriore.

 

Si parte. Non sembra esserci la solita atmosfera, colpa del tempo, del buio e forse del fatto che non sappiamo bene cosa ci attende: una lunga e noiosa giornata e interminabili discorsi in Schwyzerdütsch? A cercare di tenere “su di giri” la truppa ci pensa il solito buontempone che alle 6.30 sta già mettendo a dura prova “l’ignorantezza” che serpeggia a bordo: una bella Settimana enigmistica con tanti cruciverba pronti ad essere completati. Pur partendo con i più semplici si capisce subito che non è materia per tutti…fra i più brillanti e già attivi a quell’ora segnaliamo i nostri cari sindaco Sergio e ul sciur maestro Athos, preparati più che mai…e non c’è Bartezzaghi che tenga! Ma a sollevare definitivamente il morale arrivano una bella colazione con tanto di freschi gipfel e torte fatte in casa da alcune volonterose mamme-musiciste che ci accompagnano. Il tutto accompagnato da un buon caffè bollente servito in prima persona dal nostro presidentissimo Parra.

 

Arrivo ad Aarau alle 9.30 ca., giro turistico (?) della città per un totale di 30 minuti, quindi solo il tempo per un altro caffè.

Preparazione degli strumenti e spostamento per la sfilata…e intanto “es regnet und es regnet”. Ci guardiamo in faccia: maestro, presidente, musicisti, accompagnatori…..e dopo avere visto passare davanti a noi bande svizzero tedesche inzuppate e fiere di sfilare in quelle condizioni, pur ricordando che “I Ticinesi son bravi soldà” ma “mia rembambii dal tütt”… ci facciamo accompagnare, probabilmente senza passare inosservati, alla Schachenhalle con il pullman…e per la sfilata ci vediamo fra 150 anni…se non piove. Sistemazione custodie e strumenti vari e quindi ci accomodiamo nella grande sala (1200 persone) per gustarci il pranzo offerto. Non male l’ambiente rallegrato da una piacevolissima esibizione della Brass Band dell’esercito…che invidia saper suonare come loro!

 

Il pomeriggio si presenta abbastanza impegnativo e mette di tanto in tanto a dura prova la pazienza: tanti discorsi (tedesco e veloce traduzione in francese), qualche banda chiamata ad esibirsi con una marcia e finalmente dopo tre ore di lunga attesa è il nostro turno: brano d’assieme e una marcia mentre oramai la gente sta già sfollando… Un ringraziamento particolare al consigliere federale Alain Berset che è stato l’unico degli oratori a ricordare a tutti i presenti che in Svizzera esiste anche la lingua italiana.

 

Ore 17: è finita e si parte con destinazione Caseificio di Airolo. Una bella dose di fondue al formaggio annegata in ottimo vino bianco conclude una giornata che ha sicuramente rinfrancato lo spirito di gruppo e ha dato modo ai più giovani di farsi una bella esperienza. Ai più anziani che preferivano andare per cantine piemontesi: non disperate, un giorno arriveranno anche queste emozioni.

Suonare in più bande

un musicante della MUN

 

Nelle fila della Musica Unione sono molti i musicanti che fanno parte di società bandistiche diverse o che ne hanno fatto parte in passato. Il fenomeno del “multibandismo” è sempre esistito, ma sembra essere in crescita soprattutto in certe regioni del Ticino e in certe fasce di età. 

Far parte di più società è innanzitutto una decisione personale, che comporta oneri e responsabilità non da poco. Tuttavia, essa è in parte influenzata dalla mentalità di una società o di una regione bandistica. In Ticino ci sono bande che difficilmente accolgono con entusiasmo suonatori di società limitrofe, ma per fortuna non è il caso della MUN e in generale del Mendrisiotto, che è una regione piuttosto aperta a scambi e collaborazioni. Ciò non significa che il sentimento di appartenenza alla banda di formazione si sia assopito. Anzi, esso a volte è talmente prepotente da far sì che vi siano persone che guardano con distacco e riluttanza chi decide di suonare in un altro gruppo musicale. La paura insita nel mondo bandistico odierno è che l’allievo formato con tanto dispendio di soldi ed energie volti le spalle alla “sua” banda, risultando così un “investimento fallito”. Questo timore è ancora oggi un ostacolo forte per alcune società bandistiche e un impedimento alla collaborazione tra scuole allievi e minibande. Peccato, perché suonare in varie formazioni musicali (anche non bandistiche) ha notevoli vantaggi. 

Si possono innanzitutto conoscere realtà differenti, osservare maestri e stili di direzione diversi nonché modi alternativi di interpretare e di vivere la musica, accrescendo così la propria esperienza e capacità critica. Ma il vantaggio più grande è l’estensione della rete di conoscenze e contatti, importante a livello relazionale e utile in caso di bisogno. Infatti, suonando in più gruppi si possono conoscere nuove persone, estendere le amicizie e avere perciò maggiori possibilità di contatto quando una società si ritrova, per un motivo o per l’altro, con una carenza di suonatori. È stato grazie alla rete di conoscenze di alcuni musicanti della MUN che siamo riusciti, ad esempio, a completare la formazione per partecipare all’importante manifestazione di Aarau il 1° settembre scorso.

Quando suonavo nella Ticino Young Band, uno dei problemi principali nel trovare nuovi giovani disposti a far parte del gruppo era che varie bande del cantone non lo pubblicizzavano. Una scelta dettata da varie ragioni, tra le quali vi era però anche il timore che il giovane musicante si disaffezionasse alla sua banda di appartenenza. Eppure, se una banda è attraente, i giovani vi rimangono con piacere. Ma cosa significa davvero “attraente”? Ognuno ha gusti ed esigenze diverse, ed è perciò difficile che un gruppo bandistico metta tutti d’accordo. Se un musicante non si trova a suo agio, piuttosto che smettere del tutto di suonare provi prima a entrare in un’altra banda. La musica dev’essere vissuta come una passione, ed ognuno di noi deve poter scegliere senza costrizione quanto è meglio per sé. Se un musicante vuole suonare in altre bande perché ha degli amici o delle aspettative diverse, lasciamolo fare. Ne sarà ripagato con i frutti dell’esperienza e migliorerà come suonatore grazie ai nuovi stimoli. 

 

Vincere la propria partita interiore

un musicante della MUN

 

Fare della musica è come fare uno sport: servono grande motivazione e allenamento costante per ottenere buoni risultati, e a volte viene sacrificata un po’ di vita privata in favore della propria squadra. Se vogliamo, un’esecuzione musicale può essere paragonata ad una partita. Poco importa se si svolge in una sala da concerto anziché in un campo da calcio o da tennis: ci saranno sempre degli ostacoli – la difficoltà tecnica di una partitura, il dribbling del centravanti o il rovescio dell’avversario – e obiettivi da raggiungere – suonare bene un passaggio difficile, fare goal nella porta avversaria, vincere un set. 

Questo tipo di partita, musicale o sportiva, si svolge in ambienti esterni contro avversari esterni, e perciò può essere definita “Esteriore”. Tuttavia, simultaneamente ad essa si gioca sempre una “Partita Interiore”, e quindi più difficile da gestire: l’arena è la propria mente, gli ostacoli sono mancanza di concentrazione, nervosismo e dubbi; l’obiettivo è esprimere il proprio potenziale al massimo. È impossibile suonare o fare sport senza giocare entrambe le partite, Esteriore ed Interiore. Non solo: giochiamo la Partita Interiore ogni giorno, consciamente o meno, e spesso il successo o l’insuccesso nella Partita Esteriore dipende proprio dal successo o insuccesso della Partita Interiore. Pensiamo sia al mondo dello sport, sia a quello musicale: quante volte, anche ad alti livelli, capita che il nervosismo, la tensione per l’aspettativa e i dubbi sulle proprie capacità influenzino in modo negativo la performance di atleti e musicisti professionisti?

 

Anche a livello amatoriale, e perciò in gran parte del mondo bandistico, la Partita Interiore può influenzare notevolmente la qualità di un’esecuzione. Ecco perché è importante non solo allenarsi costantemente sulla tecnica e sulla resistenza, ma anche capire quali dubbi o timori possono influenzare negativamente la propria capacità di esecuzione musicale. Di fronte a un solo, a un passaggio difficile e scoperto o a un concorso, si può essere facilmente traditi da una vocina che interferisce nella nostra tranquillità insinuando dubbi (“Chissà se…”) e rimpianti (“Te l’avevo detto che…”). Ecco alcuni consigli per vincere la Partita Interiore evitando le interferenze della propria mente:

  1. Avere la consapevolezza che tutti, anche ad alti livelli, commettono errori e provano gli stessi dubbi che possiamo avere noi: perciò, è sempre permesso sbagliare!

  2. Accettare le proprie difficoltà e cercare di migliorarle solo a piccoli passi, senza grosse pretese.

  3. Pensare al meglio e al peggio prima di un concerto: ci si accorgerà che le conseguenze a medio-lungo termine non saranno né così entusiasmanti (se tutto andrà bene) né così frustranti (se tutto andrà male), perciò non vale la pena preoccuparsi troppo.

  4. Durante un concerto, non pensare al pubblico ma lasciarsi andare ascoltando e apprezzando la musica che si sta suonando. Ci si può guardare in giro e muoversi persino col corpo rilassando le eventuali tensioni muscolari. Bisogna divertirsi!

  5. Avere fiducia in se stessi ricordando tutte le volte che un concerto è andato bene.

  6. Concentrarsi sulle emozioni positive date dall’eseguire musica in pubblico.

Questi sono solo alcuni consigli su come gestire al meglio la propria emotività. Se ne trovano molti altri nella letteratura, come ad esempio in The Inner Game of Music di Barry Green (solo in inglese) su cui mi sono basato per questo articolo. Riuscire a suonare serenamente anche in situazioni stressanti ci permette di esprimere al meglio il nostro potenziale e perciò raggiungere un grado di soddisfazione personale che ci dà la motivazione di suonare ancora e ancora meglio. Vincere la Partita Interiore è dunque importante quanto vincere quella Esteriore, poiché da essa dipende direttamente la qualità della nostra performance. Questa breve riflessione su interiorità ed esteriorità dell’esecuzione musicale ci dà un’idea della complessità del mondo della musica, anche bandistica. Suonare in banda non è solo “bufà in dala trumba” o “mööf i diit sül clarin”, ma una sfida con se stessi per trovare quell’equilibrio tra tecnica e mente che permette di vivere e far vivere al pubblico esperienze musicali sempre intense e stimolanti.